Biomeccanica postura ideale



modello biomeccanico:
la postura ideale

Dott. Mauro Lastrico, fisioterapista.

Estratto da:
"Biomeccanica muscolo-scheletrica e metodica Mézières"
Autore: dott. Mauro Lastrico
Marrapese Editore

Nella valutazione delle alterazioni posturali sia statiche che dinamiche si farà riferimento ad un "biotipo" ideale. Tale biotipo viene estrapolato attraverso un modello di tipo "ingegneristico". Un modello di riferimento cioè, che si rifà alla miglior soluzione biomeccanica possibile relativamente alle sequenze articolari fisiologiche.

Postura ideale
Ogni parte del corpo possiede un proprio centro di gravità, il centro di gravità del corpo è la risultante della somma di ognuno di essi.
La proiezione al suolo del centro di gravità dell'essere umano in stazione eretta, è la linea verticale ideale che cade al centro dell'area delimitata dalla superficie di appoggio dei piedi.
Dal punto di vista biomeccanico, nella postura ideale simmetrica del corpo di profilo, la proiezione verticale del centro di gravità (o baricentro risultante) passa:
* anteriormente al malleolo laterale
* anteriormente all'articolazione del ginocchio
* posteriormente all'articolazione dell'anca
* attraverso la maggior parte delle vertebre lombari
* attraverso l'articolazione acromio-clavicolare
* attraverso le vertebre cervicali
* attraverso il meato acustico esterno
All'osservazione anteriore o posteriore, il corpo appare diviso in due parti perfettamente simmetriche e la proiezione verticale del centro di gravità passa attraverso il centro malleolare.

Parametri specifici statici
Nelle osservazioni statiche il paziente verrà osservato frontalmente, posteriormente e lateralmente. Il vincolo costante sarà la posizione dei piedi, i quali, se possibile, dovranno avere tallone e primo metatarso a contatto e lo sguardo essere orientato in avanti. Questo per permettere la riproducibilità dell'osservazione e per esasperare gli adattamenti. Sempre staticamente, l'osservazione verrà eseguita anche in posizione supina al suolo.

Osservazione frontale

Segue un elenco dei parametri principali; ogni altro elemento osservabile si rivelerà utile in sede di valutazione funzionale.
Gli alluci dovrebbero essere a contatto per tutta la loro lunghezza e privi di rotazioni;
Le dita dei piedi in rilasciamento, prive di flessioni, rotazioni, deviazioni laterali e non dovrebbero partecipare al mantenimento della stazione eretta;
gli arti inferiori dovrebbero avere quattro punti di contatto:
* malleoli
* polpacci al terzo superiore
* condili femorali mediali
* cosce al terzo superiore
Frontalmente, a livello delle ginocchia, si osserverà la posizione delle rotule;
del bacino verranno rilevati tre parametri:
* traslazione
* elevazione
* rotazione
del cingolo scapolare due parametri:
* convessità laterale toracica
* rotazione
si osserveranno i triangoli della taglia, costituiti da una base descritta dal profilo dell'arto superiore fino al contatto con l'articolazione dell'anca e da due cateti descritti dal bordo laterale toracico e da quello del muscolo quadrato dei lombi, i due cateti non dovrebbero mostrare angoli acuti;
delle spalle due parametri:
* elevazione
* anteposizione
delle clavicole due parametri:
* andamento rispetto all'orizzontale (ascendente o discendente)
* apparente differenza di lunghezza
degli arti superiori quattro parametri:
* la rotazione dell'omero (la linea intercondiloidea dovrebbe essere perpendicolare alla linea mediana corporea)
* il gomito
* la posizione dell'avambraccio
* la posizione della mano
del cranio due parametri:
* inclinazione
* rotazione
La rima degli occhi
L'eventuale deviazione laterale della mandibola.

Nell'immagine soprastante, le alterazioni assiali scheletriche di due pazienti.
Oltre alle differenze tra i due emilati, i singoli baricentri non sono allineati con la linea passante per i malleoli. Il tono muscolare dovrà quindi aumentare per permettere il mantenimento della stazione eretta.

Osservazione posteriore

Oltre alla verifica dei dati rilevati frontalmente, posteriormente si eseguiranno ulteriori osservazioni specifiche.
I tendini d'achille dovrebbero essere paralleli e verticali
Delle ginocchia si valuterà:
* La rotazione dei femori (i quattro condili femorali dovrebbero essere sulla stessa linea perpendicolare alla linea mediana)
* La presenza di flessione o recurvato
L'andamento delle linee glutee, che dovrebbero essere presenti, profonde, lunghe.
Manualmente e visivamente si controllerà la sinusoide vertebrale rilevando gli andamenti anomali sia sul piano sagittale che frontale;
il rapporto tra margine mediale delle scapole e spinosa di D5, che dovrebbero essere sulla stessa linea;
il rapporto reciproco tra le scapole

Osservazione laterale

Anche in questo caso si utilizzerà il piano osservativo, sia per controllare alcuni dati precedenti che per valutarne di nuovi.
Il tendine di inserzione dei peronieri dovrebbe girare dietro al malleolo esterno.
Rispetto ad una linea ideale secante i tendini d'achille e perpendicolare al terreno, si dovrebbero trovare a monte quattro punti di contatto:
* polpaccio terzo superiore
* glutei
* D5
* occipite
La linea sternale dovrebbe avere, rispetto alla verticale passante per il manubrio dello sterno, un'inclinazione di circa 30 gradi.
La linea immaginaria tesa tra il processo xifoideo ed il pube dovrebbe essere diritta e verticale.
Il bacino non dovrebbe essere nè antiverso nè retroverso.

 

Osservazione supina al suolo
Avverrà in  due tempi: inizialmente chiedendo al paziente di posizionarsi come si sente dritto. Questo ci fornirà informazioni sul suo schema corporeo, ci dirà cioè, se vi è corrispondenza tra il senso del dritto soggettivo e la realtà. Successivamente lo si allineerà passivamente considerando il centro malleolare, la sinfisi pubica, l'incisura giugulare del manubrio sternale ed il cranio.
In posizione clinostatica supina nessun muscolo è costretto ad attivarsi per il mantenimento della posizione. Di conseguenza questo tipo di esame risulterà essere il più rilevante in quanto fornirà informazioni su quali muscoli siano effettivamente maggiormente in accorciamento e sulle inevitabili alterazioni scheletriche.
In stazione eretta, al contrario, tutte le asimmetrie forniscono informazioni sulle strategie muscolari in gioco al fine del suo mantenimento.
Le osservazioni riguarderanno sia il piano sagittale che quello frontale e comprenderanno tutti gli elementi visti in precedenza, notando che spesso molti dati delle precedenti proiezioni si ribaltano.
Si aggiungerà:
* palpazione delle vertebre cervicali e toraciche sino a D3, per verificare eventuali rotazioni o traslazioni vertebrali (sino a D3, in quanto al di sotto di questo livello le vertebre toraciche sono interdipendenti col torace);
* palpazione dell'articolazione temporo-mandibolare per valutare eventuali risalite del condilo della mandibola nella fossa dell'osso temporale o sub-lussazioni condilari;
* palpazione delle vertebre lombari;

Osservazioni dinamiche
Le osservazioni dinamiche riguarderanno sia i movimenti attivi eseguiti dal paziente, sia movimenti passivi eseguiti dall'operatore.
Le osservazioni dinamiche attive hanno lo scopo di rilevare se le azioni eseguite dal paziente siano svolte dai muscoli anatomicamente deputati o se siano presenti dei momenti sostitutivi (abilità emergenti).
Le osservazioni dinamiche passive hanno lo scopo di rilevare relazioni muscolo-scheletriche anomale.
Il riferimento in entrambi i casi è il modello anatomico teorico.
Accorciamenti muscolari primari e secondari
La postura è la risultante multifattoriale di elementi provenienti da molti apparati: vestibolare, masticatorio, scheletrico, muscolare, viscerale, visivo, emozionale, fasciale, eccetera, cioè dall'integrazione dei meccanismi neurofisiologici, psicosomatici e biomeccanici.
Ogni alterazione strutturale proveniente da un singolo apparato determinerà degli adattamenti che si manifesteranno sia con un'alterazione locale nel distretto di origine, sia sistemica.
Micro alterazioni possono essere presenti senza determinare adattamenti significativi, ed è quindi necessario rilevare i fattori dominanti, utilizzando test posturali e collaborando con i singoli professionisti specialisti nel proprio campo di interesse.
La modalità con cui un'alterazione distrettuale diventa sistemica è determinata dalle connessioni muscolari: un arto inferiore dismetrico si adatta meccanicamente con le strutture adiacenti ma, attraverso il sistema muscolare, la problematica si ripercuote sull'intero corpo. Qualunque trattamento fisioterapico rivolto al riequilibrio muscolare delle forze agenti non potrà che essere transitorio se non si interviene con mezzi idonei alla risoluzione del problema di origine, cioè la dismetria.
Volendo agire con logica causale nel trattamento delle modifiche posturali infatti, l'indagine iniziale dovrà diversificare l'origine primaria o secondaria del coinvolgimento muscolare.
Nel primo caso il trattamento è prevalentemente fisioterapico, nel secondo caso il trattamento fisioterapico è subordinato all'azione terapeutica mirata all'apparato disfunzionale di origine